giovedì 28 luglio 2016

Fabrizio Valenza,Trasmissione Inversa


 Bruno Videnti, giornalista, indaga su un’ondata di follia rossa che ha sconvolto Verona.
Omicidi apparentemente inspiegabili, il cui unico collegamento sono gli scritti di H. P. Lovecraft.
Assieme al detective Claudio Pancetti, amico d’infanzia ed  accomunati dalla passione per lo scrittore americano, sondano i recessi più oscuri dell’anima e dei mondi, nel tentativo di porre una risposta al quesito delle molte morti che stanno sconvolgendo la città, senza rendersi conto che quando scruti troppo nell’abisso, questo a sua volta scruta dentro di te.

Poco più di un centinaio di pagine, questo racconto surreale scorre velocemente, grazie anche allo stile semplice ed alla trama coinvolgente.
Un limpido omaggio a Lovecraft, le cui filosofie e stili di narrazione si riconoscono in alcuni tratti del libro. Si ritrova il senso di claustrofobia ed oppressione che riempie il cuore del protagonista quando capisce ormai l’inevitabile, ed il senso di frustrante impotenza dinnanzi all’inevitabilità dei fatti; il tutto ambientato nella città di Verona, una delle più belle d’Italia, e con una coppia di protagonisti difficile da dimenticare.

Un tuffo nel passato, una sfida per riuscire a rivedere un vecchio amico, questo è quello che proveranno tutti coloro che hanno avuto, o hanno tuttora, una passione per il creatore dei miti di Cthulhu.


Il tentativo di contemporaneizzare i mostri creati da Lovecraft è stata un’ottima riuscita per l’autore, che è riuscito ad armonizzare tra loro antico e contemporaneo. Non solo ci riconosciamo nello scetticismo e razionalità che contraddistingue il pensiero moderno, ma proviamo anche un senso di sconforto e impotenza dinnanzi ai tragici fatti finali, che ci fanno sentire come bambini incapaci di poter sopravvivere da soli. 

Insomma, per concludere, una meravigliosa lettura da portarvi sotto l’ombrellone, o sull’amaca, di sera, sotto l’ombra delle stelle, per terrorizzarvi un poco con gli Antichi Dei.
Un bacio a tutti!

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